26 Ottobre 2023

Inaugurato lo spazio informativo del progetto “RESPIRO” all’AOU di Novara

Novara, 26 ottobre 2023 – L’epilessia è tra le più frequenti malattie neurologiche coinvolgendo sia l’età infantile che adulta, si stima circa l’1% della popolazione in Italia, 40 mila persone in Piemonte.

L’epilessia si manifesta in molteplici forme diverse fra di loro, per questo motivo è più corretto parlare di “epilessie” al plurale. La persona con epilessia a Novara viene presa in carico dal Centro epilessie dell’adulto, responsabile dottor Gionata Strigaro, delle strutture complesse di  Neurologia diretta dal professor Roberto Cantello e dal Centro epilessie dell’età evolutiva della Neuropsichiatria Infantile diretta dal dottor Maurizio Viri, dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara. Entrambi i centri, che lavorano in sinergia, sono riconosciuti e accreditati presso la Lega italiana contro l’epilessia (LICE) e accompagnano la giovane persona con epilessia nella “transizione” al centro dell’adulto. Da questa sinergia è nato il progetto RESPIRO, ovvero (REgistro delle Epilessie e SPazioInfoRmativO) per le persone con epilessia.
Lo spazio informativo prevede uno spazio fisico dove la persona con epilessia, i suoi famigliari e gli educatori sono accolti per cercare di offrire delle risposte ai bisogni in ambito assistenziale, ricreativo, scolastico o lavorativo.
Lo spazio informativo è suddiviso su due sedi, il centro epilessie dell’adulto della Neurologia (padiglione A, primo piano) e il Centro epilessie dell’età evolutiva della Neuropsichiatria infantile presso la sede distaccata del ospedale in viale Piazza d’Armi.
Sarà aperto nei giorni di lunedì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e il mercoledì dalle ore 14.00 alle ore 17.00 presso il Centro epilessie della Neurologica, padiglione A, primo piano; lunedì dalle ore 15.30 alle ore 18.00 presso la Neuropsichiatria infantile nella sede distaccata.

È stato attivato un numero di cellulare dedicato 3398194125 e una mail: respiro.epilessia@maggioreosp.novara.it.

“L’anima complementare dello spazio informativo  – ha sostenuto  il dottor Strigaroè la costruzione di un Registro delle Epilessie, strumento moderno su piattaforma web che è già in fase avanzata di sviluppo. Il Registro consentirà di avere una fotografia accurata della realtà dell’epilessia necessaria per la pianificazione di servizi sanitari adeguati e un unico ambiente di scambio di informazioni fra le figure coinvolte nella cura della persona con epilessia».

Il progetto RESPIRO è sostenuto dal Fondo Amico Canobio presso la Fondazione Comunità Novarese e dall’Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente APS (AIEF).
Diverse Associazioni novaresi, come ACN (Autoamatori Club Novara), Rotary Novara e Rotary Val Ticino, ForLife e Novara Corse, hanno generosamente organizzato eventi per la raccolta fondi destinati al progetto.

«Non posso che essere soddisfatto di questa iniziativa – ha detto il direttore generale dell’Aou, il dottor Gianfranco Zulian – che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone affette da questa patologia».

«Questa operazione esprime pienamente il senso dei fondi solidali – ha spiegato il vicepresidente della Fondazione Comunità Novarese onlus, Roberto Santagostino e la metodologia di lavoro di una Fondazione di Comunità che mette in relazione la volontà dei donatori, come può essere l’Associazione Amico Canobio, e le realtà del territorio che necessitano di un aiuto. Per questo la Fondazione continuerà a raccogliere donazioni per implementare questo progetto».

Ha dichiarato Emanuele Caroselli, presidente dell’associazione “Amico Canobio”: «Amico Canobio  è l’associazione più antica sul territorio di Novara  e il suo obiettivo è sempre stato, prevalentemente, quello di sostenere progetti che guardino ai problemi presenti nell’ambito della sanità. Per questo motivo, abbiamo anche costituito, nella Fondazione di Comunità  Novarese, un fondo solidale; iniziativa fondamentale per avere delle garanzie e per raggiungere anche le necessità che ci sarebbero nascoste e che, invece, la Fondazione conosce».

Il presidente dell’Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente, Pierluigi Foglio Bonda, ha aggiunto che «AIEF è da sempre vicina all’Aou di Novara per sostenere iniziative dei Centri regionali per adulti e per età pediatrica per la diagnosi e la terapia delle epilessie. Tempo fa, sempre con il sostegno di Fondazione Comunità Novarese onlus, abbiamo donato un’apparecchiatura video-EEG a favore delle strutture di Neurologia e di Neuropsichiatria infantile dell’Aou. Non potevamo, quindi, far altro che aderire e supportare anche questa importante iniziativa».

Per il Rotary Club Novara è intervenuto Giorgio Bellomo, che ha sottolineato «l’importanza di essere riusciti a coinvolgere in un unico, importante, progetto più forze del territorio: la sinergia e la collaborazione consentono interventi più significativi».

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24 Ottobre 2023

Convegno “Tumore al seno: la cura su misura”

Novara, 24 ottobre 2023 – Nell’ambito delle iniziative in programma nel mese “Ottobre Rosa” dedicato alla prevenzione e alla lotta del tumore al seno il Comune di Novara, ha organizzato il convegno “Tumore al seno: la cura su misura”.

L’incontro si terra lunedì 30 ottobre 2023, alle ore 17.30 presso il salone Arengo del Broletto di Novara, con ingresso gratuito.

Per l’Azienda ospedaliero- universitaria Maggiore della Carità di Novara saranno presenti:
▶ dottoressa Daniela Kozel – Direttore Sanitario AOU “Maggiore della Carità di Novara”
▶ professor Gian Carlo Avanzi – Direttore Medicina e Chirurgia d’accettazione d’urgenza
▶ dottor Ivan Dodaro – Responsabile Unita’ di Senologia AOU “Maggiore della Carità“ di Novara”
▶ dottoressa Eleonora Gallarotti: Unità di senologia- chirurgia del tumore mammario nella Breast unit
▶ dottoressa Licia Galli: Unità di senologia- Chirurgia del tumore mammario nella Breast unit
▶ professoressa Alessandra Gennari: direttore struttura complessa a direzione universitaria di Oncologia
▶ dottoressa Liah Moalem: Struttura complessa di Chirurgia plastica e ricostruttiva
▶ dottoressa Anna Gambaro: Struttura complessa a direzione universitaria di Radiodiagnostica

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17 Ottobre 2023

“Per Valentina”, associazione di donne, pazienti oncologiche

Novara, 11 ottobre 2023 – Nasce “Per Valentina”, un’associazione di donne, pazienti oncologiche, che hanno conosciuto il tumore al seno, riunite intorno dal desiderio di poter essere di aiuto a chi si trova alle prese con questa diagnosi e a maggior ragione a chi è affetta da mutazione rara correlata al tumore.

«Quando ci si trova ad affrontare una malattia oncologica – afferma la professoressa Alessandra Gennari, direttore della struttura di Oncologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara – ci si può sentire smarriti, spossati, impauriti e soprattutto soli. Abbiamo deciso così di creare questa associazione che è dedicata a donne che hanno vissuto la malattia, che inizino ora il loro percorso o che continuino i loro percorsi di cura, con uno sguardo attento anche a chi lotta con patologie genetiche rare».

Il nome dell’associazione è proprio dovuto a una delle fondatrici, Valentina, mamma di 5 figli, di cui due, Luana e Gabriel, sono diventati “Angeli del cielo” a causa di una mutazione genetica rara, la “Li – Fraumeni”.
La diagnosi è arrivata nel 2020 presso la AOU Regina Margherita di Torino, dopo la scoperta di un carcinoma del surrene del figlio Gabriel e, contemporaneamente, Valentina ha scoperto di avere un tumore al seno diagnosticato all’AOU di Novara.

Valentina è stata accanto al figlio, come già era accaduto diversi anni prima con Luana, nel suo duro percorso fatto di visite, terapie e interventi. Nel 2021 mamma e figlio hanno avuto una recidiva di malattia: mentre Gabriel seguiva le sue terapie nel day hospital di Pediatria oncologica, Valentina stessa riceveva le sue cure in Oncologia nello stesso padiglione, seguita dalla stessa professoressa Alessandra Gennari.

Dopo la morte del figlio, il desiderio più profondo di Valentina è stato quello di condividere e informare più persone possibili di questa rara patologia e di chiedere ricerche dedicate alla Sindrome di Li Fraumeni. Ha raccontato alla professoressa Gennari i suoi desideri e progetti: ha chiesto una prefazione medico scientifica per il libro sulla sua storia, “Per Valentina”, ed è sorta l’idea di una associazione che abbia tra le sue finalità quella di finanziare la ricerca sulla sindrome di Li- Fraumeni.
Parallelamente, per far conoscere la malattia e raccogliere fondi , Valentina ha deciso, dopo aver visto uno spettacolo dell’artista Davide Giandrini, di affidargli la sua storia che sarà raccontata in “Per Valentina”, nella sala polivalente di Cameri il 27 e 28 ottobre (con ingresso a offerta libera e prenotazioni alla mail: pervalentina@blu.it).

Lo scopo principale dell’Associazione “Per Valentina” è, dunque, quello di sostenere chi si trovi nel mondo del tumore al seno e porre in primo piano la ricerca verso mutazioni genetiche correlate, ancora troppo poco conosciute. Vi è il desiderio di sostenere le pazienti dalla diagnosi al percorso di cura, senza dimenticare la vita post terapie, mirando a ripristinare un benessere a 360 gradi, dall’attività fisica, all’estetica e alla sessualità.
 Sarà un’associazione di volontarie che testimonieranno che dentro ad ogni donna esiste già la forza di non mollare nonostante le avversità legate alla malattia, perché l’unione possa amplificare la forza di ognuna.

Intanto ha preso il via un progetto di ricerca internazionale con lo scopo di caratterizzare clinicamente il tumore mammario nelle pazienti con varianti patogenetiche/probabilmente patogenetiche di TP53 e di confrontare la risposta ai trattamenti e gli outcome clinici tra pazienti con mutazione di TP53 e pazienti senza mutazione di TP53.

«Lo studio – conclude la professoressa Gennari – ha inizialmente coinvolto tre centri oncologici internazionali (Institut Gustave Roussy in Francia, Dana-Farber Cancer Institute negli USA e Hospital Sirio-Libanes in Brasile), individuando più di 200 pazienti portatrici di mutazione di TP53. Attualmente stiamo ulteriormente ampliando la casistica e 6 centri italiani sono attivi o in fase di attivazione».

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11 Ottobre 2023

Cardiologia, Dietetica e innovazione “La cura del cuore su misura”

Novara, 11 ottobre 2023 – La “cura su misura”, non è solo terapie personalizzate e tecnologie a servizio del paziente che monitorano anche a distanza, ma anche formazione ed educazione alle corrette abitudini alimentari per la prevenzione secondaria nei pazienti con pregresso evento cardiovascolare acuto.

 Dalla collaborazione tra la struttura complessa a direzione universitaria Cardiologia (diretta dal professor Giuseppe Patti) e la struttura complessa a direzione ospedaliera Scienza dell’alimentazione e dietetica (diretta dal dottor Sergio Riso) dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara nasce un nuovo progetto di informazione-formazione.

Spiega il dottor Sergio Riso: «attraverso incontri a cadenza periodica, condotti dalla dietista dottoressa Carolina Scaglia, i pazienti imparano a conoscere i segreti per “stare meglio” controllando i fattori di rischio cardiovascolare (sovrappeso/obesità, sindrome metabolica, ipertensione arteriosa, dislipidemia) attraverso i principi di una sana alimentazione che sono alla base del modello di dieta di tipo mediterraneo. È infatti noto a tutti come la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, abbia un ruolo incisivo, all’interno di un corretto stile di vita, nella riduzione dell’incidenza di patologie   cardiovascolari, anche fatali, conclamate».

E per monitorare l’efficacia delle cure nel trattamento dell’insufficienza cardiaca è stato avviato il progetto Azimuth, una ricerca attualmente in corso presso la Cardiologia 1 dell’Aou di Novara diretta dal professor Giuseppe Patti e coordinato a livello nazionale dal professor Domenico D’Amario. Un progetto che ha l’ambizioso obiettivo di ottimizzare attraverso un percorso di digital health le modalità di assistenza al paziente con insufficienza cardiaca, avvalendosi di soluzioni tecnologiche integrate, basate su algoritmi di Intelligenza Artificiale.

«I pazienti con insufficienza cardiaca avanzata rappresentano la sfida più difficile per la cardiologia modernaspiega il professor PattiPurtroppo, i pazienti che si trovano nelle fasi più avanzate di insufficienza cardiaca hanno una prognosi sovrapponibile a quella di una malattia oncologica allo stadio terminale. Per questo ogni azione mirata alla prevenzione della progressione di malattia e al suo controllo costante, anche mediante una alta aderenza alle cure, potrebbe avere un impatto rilevante sulla aspettativa di vita, ridurre gli accessi alle strutture sanitarie ed avere quindi rilevanza sia epidemiologica, che di economia sanitaria. Il percorso assistenziale del paziente con insufficienza cardiaca – spiega il professor Giuseppe Patti – è molto complesso e prevede trattamenti intensivi in ospedale durante la fase acuta, e successivamente visite di controllo durante il follow-up in fase cronica. Questo attualmente richiede uno stretto dialogo tra specialisti, ma anche fra cardiologi ospedalieri e medicina di prossimità, soprattutto una volta che il paziente rientra a casa dopo la dimissione da un centro ospedaliero di terzo livello. Al momento, il percorso complesso e frammentato che caratterizza la gestione dei pazienti con insufficienza cardiaca grava principalmente sui pazienti e sui loro familiari, poiché, nonostante gli sforzi organizzativi, non sempre le strutture sanitarie riescono a rispondere al bisogno di cura di tutti i pazienti in tempi adeguati».

 «Una soluzione potrebbe essere quella di dotare il paziente o i suoi familiari di uno strumento che lo responsabilizzi maggiormente e che lo tenga in contatto con l’equipe dei professionisti sanitari che ha in carico la sua malattiaafferma il professor D’AmarioUn fatto tutt’altro che semplice da implementare, anche perché spesso l’insufficienza cardiaca non è correttamente percepita dal paziente stesso come una patologia grave, e pertanto condotte che mostrano una scarsa aderenza alle terapie, con conseguenti elevati tassi di riospedalizzazioni, sono molto frequenti».

Attualmente altri 3 centri stanno testando questo modello di cura innovativo in Italia: la Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS (Roma), l’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro (Catania) ed il San Raffaele IRCCS (Roma). Altri 4 centri sono in procinto di iniziare la sperimentazione che prevede di seguire circa 300 pazienti nei prossimi mesi. La Cardiologia novarese attualmente segue con questa piattaforma già 75 pazienti con insufficienza cardiaca.

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11 Ottobre 2023

Laboratori di bellezza per pazienti oncologiche “La Forza e il Sorriso”

Novara, 5 ottobre 2023 – Presso l’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, la collaborazione tra diversi reparti che si occupano di pazienti oncologici, ha consentito la ripresa dei laboratori di bellezza rivolti alle pazienti in trattamento oncologico, dopo l’emergenza Covid.

Il primo laboratorio si è svolto lunedì 25 settembre, presso la struttura Psicologia clinica, diretta dal dottor Luca Binaschi.

I laboratori si svolgono grazie alla convenzione della Aou  con “La Forza e Il Sorriso” – LGFB Italia onlus (https://www.laforzaeilsorriso.it) e con la “Lilt” (Lega italiana per la lotta contro i tumori) sezione provinciale di  Novara (https://www.lilt.it/dove/associazione/novara), che mette a disposizione due estetiste volontarie.

Per l’anno 2023 i laboratori si svolgeranno presso il servizio di Psiconcologia –della Psicologia clinica (sede distaccata di viale Piazza d’Armi, 1 a Novara), dalle 14,30 alle 17,00 circa nelle seguenti date:

– 16 ottobre

– 20 novembre

– 11 dicembre

L’idea dei laboratori di bellezza per donne in trattamento oncologico è nata negli Stati Uniti nel 1987, quando un medico statunitense ha deciso di “dare ascolto” alla reazione di abbandono e sfiducia che una sua paziente aveva manifestato rispetto agli effetti collaterali dei trattamenti oncologici. Con il supporto di un “make-up artist”, spronando la donna alla cura e valorizzazione della sua persona, ha stimolato in lei una nuova forza per affrontare la malattia. Da qui è nato il programma internazionale “Look Good, Feel Better” (attivo dal 1989, oggi in 27 paesi del mondo), applicato in Italia grazie a “La Forza e il Sorriso” .

L’iniziativa, che non interferisce con le cure mediche né intende in alcun modo sostituirsi a esse, ha l’obiettivo di offrire informazioni, idee e consigli pratici per fronteggiare gli effetti secondari delle terapie.

I laboratori sono rivolti a tutte le donne che, sottoposte a trattamenti oncologici, non vogliono rinunciare alla propria bellezza, riconquistando il proprio senso di benessere e autostima. Il laboratorio si svolge in un’unica seduta, della durata di circa 2,5 ore, ed è guidato da una consulente di bellezza volontaria, competente e sensibile, che svela utili segreti di make-up e insegna a ogni partecipante come valorizzare, in pochi mirati gesti, il proprio aspetto. Inoltre, i laboratori di bellezza sono accompagnati dalla presenza di una psicoterapeuta, che monitora l’andamento della seduta di gruppo e offrire supporto psicologico alle donne in cura. L’iniziativa è totalmente gratuita, sia per le partecipanti, che per le strutture ospitanti, e a ogni donna viene donata una “beauty bag” ricca di prodotti cosmetici, per esercitarsi e mettere in pratica i consigli dei consulenti di bellezza, non solo durante l’incontro guidato, ma anche a casa, continuando così a prendersi cura di sé in modo autonomo.

Nella nostra azienda il progetto è attivo dal 2013.

Le pazienti interessate potranno chiedere agli operatori sanitari di riferimento, oppure contattare direttamente la segreteria della struttura Psicologia clinica

(0321- 3734112, psiconcologia@maggioreosp.novara.it)

 

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10 Ottobre 2023

“Microbiota e microbioma: dal laboratorio alla pratica clinica”.

Giovedì 12 ottobre 2023, presso l’Aula Magna dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara si terrà il convegno dal titolo “Microbiota e microbioma: dal laboratorio alla pratica clinica”.

L’evento è organizzato dalla struttura semplice “Unità di diagnostica d’urgenza di laboratorio” (responsabile: dottoressa Roberta Rolla), afferente alla struttura complessa “Biochimica clinica”, diretta dal professor Umberto Dianzani.

Il microbiota intestinale, meta-organo composto principalmente da batteri, ma anche da virus, funghi e parassiti, è fondamentale per il benessere individuale, ha un ruolo chiave nella protezione dalla colonizzazione di patogeni primari ed opportunisti, antiinfiammatorio, di regolazione metabolica e immunitaria con effetti sistemici che coinvolgono numerosi apparati, quali, per citarne alcuni, quello cardiovascolare, nervoso e cutaneo.

Microbiota & Sistema Immunitario

Formazione e regolazione del Sistema Immunitario: il microbiota svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario, già a partire dalla nascita, e nel mantenimento della sua capacità di discriminare tra molecole proprie dell’organismo e molecole estranee, distinguendo anche tra le molecole estranee innocue e quelle pericolose. Una perdita di questo equilibrio ha un ruolo nello sviluppo di malattie allergiche e autoimmuni.

 Microbiota & Sistema Cardiovascolare.

I batteri intestinali metabolizzano i nutrienti, e più in generale gli xenobiotici, producendo metaboliti che influenzano anche il metabolismo lipidico, e dunque i livelli di colesterolo e altri lipidi nel sangue, contribuendo alla salute cardiovascolare. Alcuni studi suggeriscono che il microbiota possa anche regolare la pressione arteriosa. Un microbiota equilibrato aiuta a ridurre lo sviluppo di malattie come l’aterosclerosi favorendo il mantenimento di arterie sane.

 Microbiota & Sistema Nervoso Centrale

Comunicazione Microbiota-Cervello: esiste una comunicazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il cervello, chiamata asse intestino-cervello. I segnali chimici inviati dai batteri intestinali, e i batteri intestinali stessi, possono influenzare l’umore, il comportamento, persino la cognizione e la predisposizione a patologie neurodegenerative. Infatti il microbiota intestinale è coinvolto nella produzione di neurotrasmettitori come il GABA (acido gamma-amminobutirrico) e la serotonina, che sono coinvolti nel controllo dell’umore e delle risposte allo stress.

 Microbiota & cute.

Il microbiota intestinale e quello cutaneo hanno un notevole impatto anche sulla salute cutanea. Lo sviluppo di un microbiota non equilibrato (disbiosi) contribuisce allo sviluppo di numerose patologie dermatologiche quali la psoriasi, la dermatite atopica, l’acne, la mancata rimarginazione delle ferite e anche tumori cutanei diversi dal melanoma.

La disbiosi, termine che si riferisce alle alterazioni sia di tipo qualitativo, quantitativo e funzionale del microbiota intestinale, può avere un significativo impatto sullo sviluppo e progressione di numerose patologie, acute e croniche, quali obesità, diabete mellito, nefropatie, malattie cardiovascolari, malattie dell’apparato gastro-intestinale, malattie neurologiche, cutanee, genito-urinarie e autoimmuni. Essa può creare condizioni favorevoli anche alla crescita tumorale, quali i cambiamenti nel pH, promuoventi la proliferazione delle cellule neoplastiche, e può interferire con il processo di apoptosi, la morte programmata delle cellule. La sua mancata regolazione può portare alla sopravvivenza di cellule danneggiate, che possono poi evolvere in cellule tumorali. E’ stato stimato che il 90% delle malattie dell’uomo possono essere influenzate dal microbiota, che avrebbe un ruolo anche nei processi di invecchiamento.

Un focus sul microbiota e microbioma si prefigge lo scopo di promuovere il trasferimento delle conoscenze acquisite allo stile di vita della popolazione, alla pratica clinica del medico e allo sviluppo di nuovi iter diagnostici e test di laboratorio che possano incidere sulla gestione diagnostico-terapeutica di molte patologie, dove la Medicina di Laboratorio svolge da sempre un ruolo chiave.

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10 Ottobre 2023

“Emozioni d’epoca: salta a bordo e fai un giro nel passato”

Sabato, 14 ottobre 2023, in piazza Puccini a Novara, tramite una donazione sarà possibile fare un giro su un’auto d’epoca per le vie della città.

L’evento è organizzato dal Rotary Club Valticino e Rotary Club Novara.

Il ricavato sarà devoluto al Centro SLA dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara.

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6 Ottobre 2023

Un Centro unico specializzato per la gestione del Diabete tipo 1

Novara, 6 ottobre 2023 – Viene inaugurato oggi, venerdì 6 ottobre, il Centro unico specializzato per la gestione del Diabete Tipo 1 e della tecnologia complessa applicata al Diabete in cogestione tra la struttura Pediatria (diretta dalla professoressa Ivana Rabbone) e la struttura di Endocrinologia (diretta dal professor Gianluca Aimaretti) dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara: il Centro rappresenta un’esperienza unica in Italia sia per l’integrazione tra discipline sia per l’innovazione organizzativa.

Il diabete mellito di tipo 1 (DM1) è una patologia cronica immuno-mediata, con un’incidenza per anno di 128.900 nuovi casi per età inferiore ai 20anni, con un aumento del 2-5% annuo.

«In attesa di una prevenzione primaria su cui la ricerca sta facendo progressi e per la quale si inizieranno a fare campagne di screening di malattia nei primi 5 anni di vita affermano la professoressa Rabbone e il professor Aimaretti –  la terapia del Diabete Tipo 1 ha come obiettivi di cura la   prevenzione delle complicanze acute e croniche. Attualmente, l’utilizzo della tecnologia ha portato in questi ultimi anni un grande aiuto nella terapia con tecniche di cura sempre più innovative e performanti e ha inoltre permesso al team diabetologico di gestire il paziente anche a distanza mediante la telemedicina per le modifiche terapeutiche e l’educazione terapeutica, sicuramente con vantaggi per il paziente stesso in termini di giorni di lavoro e miglior accesso alle cure».

 «Da tutte queste premesse si evince l’importanza di avere personale sanitario dedicato e costantemente formato per adeguarsi all’avanzamento delle nuove tecnologie in modo da garantire una gestione integrata di cura come richiesto dai Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali nazionali e regionali. – aggiungono – Allo stesso modo è importante disporre di spazi adeguati e di un supporto tecnologico avanzato per utilizzare al meglio le potenzialità della telemedicina. Ogni componente del Team di cura è fondamentale per una buona presa in carico del paziente. Pertanto, sulla base di quanto sopra riportato, alla luce della rilevanza epidemiologica della malattia diabetica nel suo complesso e della necessità del follow-up nel tempo per pazienti con Diabete Tipo 1, integrando le competenze multidisciplinari (nutrizionale, dietologica, endocrino-diabetologica, psicologica), con l’obiettivo di un futuro senza complicanze legate al diabete, abbiamo sostenuto   l’apertura del Centro specializzato».

 «E’ un progetto importanteafferma il direttore generale dell’Aou, il dottor Gianfranco Zulianper l’integrazione della presa in carico e la continuità assistenziale nella fase di transizione verso l’età adulta».

All’iniziativa ha contribuito anche Abio (Associazione bambini in ospedale) di Novara: «Abbiamo accolto con gioia il desiderio della professoressa Rabbone di promuovere iniziative di accoglienza dedicate ai piccoli pazienti presso il Centro unico spiega la presidente, Antonella BrianzaCon il pieno sostegno di GlobalWafers, Abio ha realizzato pannelli colorati che accolgono i pazienti nel corridoio di ingresso, nella sala di attesa e di visita e ha acquistato arredi e giochi per intrattenere i bambini. Trattandosi di ambienti comuni agli adulti, è stata realizzata un’ambientazione di tipo naturalistico, con le peculiarità del territorio novarese e la rappresentazione di personaggi colorati e allegri, che ben si addicono all’utenza eterogenea. Siamo felici di concorrere all’umanizzazione delle cure e di difendere il diritto al gioco dei piccoli pazienti in ospedale, anche nei reparti esterni alla Pediatria, come già fatto gli scorsi anni creando aree gioco al Pronto Soccorso Adulti, in Oculistica e ai Poliambulatori»

 

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6 Ottobre 2023

10 ottobre – World Mental Health Day

La struttura complessa Psichiatria di Novara diretta dalla professoressa Patrizia Zeppegno, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute Mentale, desidera proporre e condividere 10 cose da augurare e augurarsi per il 10 ottobre di quest’anno:

  1. Che non si verifichino più episodi come quello dello scorso 21 aprile a Pisa, sia per chi lavora come professionista nell’ambito della Psichiatria, sia per chi frequenta questo ambito come paziente.
  2. Che cresca nella popolazione la consapevolezza della malattia mentale, che non è una colpa, ed il trattamento della quale non è una questione di “metterci la buona volontà”.
  3. Che cresca nella popolazione anche la sensibilità nei confronti della sofferenza psichica, mentale, o dell’anima (come si preferisce chiamarla) e dell’importanza di poter dare ad essa un nome.
  4. Che al tempo stesso si tenga sempre ben presente la necessità, che ha valore tanto clinico che esistenziale, di distinguere ciò che è malattia, sintomo, e come tale va curato, da ciò che non lo è.
  5. Che quel dolore e quella sofferenza che sono sfumature dell’umana esistenza e dell’umana esperienza, al di là delle diagnosi cliniche, possano avere uno spazio di ascolto, tenendo sullo sfondo la differenza tra “curare” e “prendersi cura”.
  6. Che parallelamente alla crescita della consapevolezza e della sensibilità descritte sopra, vi sia una decrescita dello stigma, del pregiudizio, a tutti i livelli: della popolazione “laica”, della popolazione medica, a volte degli psichiatri stessi.
  7. Che il progresso delle neuroscienze e della disponibilità di nuove strategie farmacologiche non faccia mai dimenticare la responsabilità e la possibilità di scelta di ogni individuo, e la centralità dell’essere umano nella cura.
  8. Che non si consideri la malattia mentale e la sofferenza psichica come un “meccanismo” che non funziona.
  9. Che si sappia resistere alla tentazione delle spiegazioni semplici, imparando a stare nella complessità che è insita in, e inscindibile da, ogni occasione di confronto con la psiche e la mente umana.
  10. Che ci si possa ricordare costantemente di tutto questo, e che la luce verde che si accenderà in queste sere sulla Cupola di San Gaudenzio come “segnale”, possa durare fino al prossimo 10 ottobre. “

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6 Ottobre 2023

Giornata mondiale della salute mentale

Il 10 ottobre viene celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day), istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, promuove – tramite campagne e attività – la consapevolezza e la difesa della salute mentale contro lo stigma sociale.

Ogni anno viene portato all’attenzione un aspetto diverso relativo alla Salute Mentale; il tema scelto per l’edizione 2023, organizzata dalla Federazione mondiale della salute mentale, è “Mental Health is an Universal Human Right” – La salute mentale è un diritto universale -, scelto per i dati preoccupanti che emergono dai rapporti dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Le persone con problemi di salute mentale e disabilità psicosociali sperimentano una ridotta aspettativa di vita rispetto alla popolazione generale, per problemi di salute fisica.

Il tasso di persone colpite da disturbi mentali è aumentato a livello mondiale e la loro stigmatizzazione e discriminazione continuano a essere un ostacolo all’inclusione e all’accesso alle cure adeguate.

Lo stigma è un fattore determinante per la qualità dell’assistenza e per l’accesso ai servizi sanitari essenziali. L’aspirazione a una salute mentale ottimale deve essere inserita tra i diritti umani fondamentale.

La discriminazione e gli stereotipi dannosi, nella famiglia, nelle scuole e sul posto di lavoro ostacolano il raggiungimento di relazioni sane, interazioni sociali e ambienti inclusivi necessari per il benessere di tutti i membri della società.

L’accesso a migliori condizioni di vita, sicurezza, cibo e alloggio sono elementi necessari per la salute mentale delle persone, e diritto universale di tutti i cittadini del mondo.

Garantire l’accesso ai servizi di salute mentale deve essere un obbligo e una responsabilità di tutti i Paesi; la prevenzione dei disturbi mentali, e il benessere di ogni cittadino del mondo, è possibile.

La Società Italiana di Psichiatria aderisce da anni a questa iniziativa e il Dipartimento di Salute Mentale Interaziendale nella sua articolazione territoriale e ospedaliero-universitaria accoglie questa proposta.

Per l’occasione, la Cupola di San Gaudenzio sarà illuminata di verde, parte di una catena di luci che accenderà l’Italia: « E’ fondamentale, soprattutto in questo periodo, mantenere vivo l’interesse verso il disagio psichico nell’intera comunità, non solo negli addetti ai lavori, in quanto il precoce riconoscimento e trattamento tutela la salute e la vita stessa delle persone che ne sono affette e dei loro familiari» la professoressa Patrizia Zeppegno Direttore di Psichiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” di Novara e la dottoressa Paola Bossi Direttore Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale Asl Novara.

 

 

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