Un gesto di autentica generosità e profondo significato ha unito la storia della famiglia Sacco-Morano a quella dell’Anestesia e Rianimazione dell’AOU Maggiore della Carità di Novara.
Mercoledì 25 febbraio, alle ore 11.00, presso l’auletta didattica “Mariella Romano” della struttura di Anestesia e Rianimazione (Padiglione B, piano terra), si è svolto un momento di ringraziamento ufficiale alla famiglia Sacco-Morano per il generoso lascito destinato alla struttura.
Il gesto nasce dal desiderio della signora Giovanna Sacco, vedova Morano, che nel 2020 ha disposto un’importante donazione “nell’affettuoso ricordo dei miei indimenticabili figlio Fabrizio e marito Sergio”, con la volontà di destinare le risorse all’acquisto, secondo necessità, di apparecchiature per il centro di Rianimazione e Terapia Intensiva già intitolato alla loro memoria.
In attuazione delle volontà della donatrice, il professor Francesco Della Corte, allora direttore della Rianimazione dell’AOU, aveva avviato l’impiego del fondo per l’acquisizione di apparecchiature di elevata qualità. La professoressa Rosanna Vaschetto, attuale direttrice della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Anestesia e Rianimazione, ha proseguito nel solco tracciato, completando l’acquisizione di strumentazioni tecnologicamente avanzate oggi fondamentali nella gestione del paziente critico.
Tra le tecnologie acquistate figurano:
• un tromboelastogramma, indispensabile per la diagnosi della coagulopatia nel paziente traumatizzato grave e per guidare con precisione la somministrazione di sangue, plasma e piastrine;
• una sonda ecocardiografica transesofagea per la valutazione dettagliata della funzione cardiaca;
• due ecografi dedicati alla traumatologia e alla rianimazione, utilizzati anche per blocchi antalgici periferici che consentono di ridurre significativamente il dolore nei pazienti traumatizzati;
• un ventilatore pediatrico e neonatale e un carrello di emergenza pediatrico, fondamentali nella gestione perioperatoria dei piccoli pazienti;
• un sistema di calorimetria indiretta, tecnologia diagnostica non invasiva che permette di misurare il dispendio energetico del paziente critico, rendendo possibile una nutrizione personalizzata e prevenendo le gravi conseguenze dell’iponutrizione.
“La Terapia Intensiva, riferimento HUB per il quadrante del Piemonte orientale, dispone di 14 posti letto di degenza e di due ulteriori posti dedicati all’emergenza per l’accoglienza diretta dal territorio di pazienti in pericolo di vita. Ogni anno vengono assistiti tra gli 800 e i 900 pazienti, principalmente politraumatizzati, neurologici e neurochirurgici acuti e pazienti sottoposti a chirurgia maggiore – ha spiegato la professoressa Vaschetto –. Le nuove tecnologie sono ora integrate nella pratica clinica quotidiana, contribuendo in modo concreto al miglioramento delle capacità diagnostiche, terapeutiche e assistenziali rivolte ai malati critici.”
Presenti all’evento, il direttore generale dell’Aou, dottor Stefano Scarpetta, la direttrice della SCDU, professoressa Rosanna Vaschetto, il professor Francesco Della Corte, già direttore della Rianimazione dell’AOU, la responsabile della Rianimazione dottoressa Francesca Grossi, le responsabili delle sale operatorie dottoressa Petra Konrad e dottoressa Raffaella Buscaglia, insieme ai coordinatori infermieristici di area critica e della rianimazione, dottor Capuzzi, dottoressa Gentile e dottor Mossina, uniti nell’esprimere gratitudine alla famiglia Sacco-Morano.
“L’Azienda ospedaliero-universitaria desidera esprimere un sentito ringraziamento alla famiglia Sacco-Morano – ha dichiarato il dottor Scarpetta–. Il valore di questo gesto va oltre il contributo materiale: rappresenta un atto di cura verso la comunità e verso i pazienti più gravi, permettendo di offrire terapie sempre più sicure, mirate ed efficaci. Il lascito dei benefattori Sacco – Morano testimonia ancora una volta l’attaccamento della cittadinanza novarese all’ospedale Maggiore”.