29 Dicembre 2021

Campagna vaccinale anti-Covid: l’attivita’ dell’AOU di Novara al Borsa e allo Sporting

Novara, 29 dicembre 2021 – Seguendo le indicazioni del presidente della Regione Piemonte e dell’assessore regionale alla sanità, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale di Novara (in specie, il dott. Paolo Cortese), l’azienda ospedaliero-universitaria di Novara ha avviato una serie di interventi nell’ambito della campagna vaccinale anti-Covid.

Da giovedì 30 dicembre a domenica 2 gennaio personale medico dell’Aou collaborerà con l’Asl NO in due linee vaccinali presso il Borsa.

Da lunedì 3 gennaio l’Aou aprirà due linee vaccinali (che diventeranno 4 entro una settimana) al Palasport Sporting: verrà utilizzato proprio personale medico, infermieristico e amministrativo e verrà attività una collaborazione con l’Università del Piemonte orientale per altro personale.
Complessivamente, l’Aou metterà a disposizione una ventina di elementi.

Nel frattempo, continua l’impegno intra-ospedaliero per quel che riguarda i soggetti fragili, sia adulti che pediatrici e l’attività con gli anticorpi monoclonali (nei casi previsti dall’Aifa e dopo valutazione specialistica) nell’ambulatorio di malattie infettive.

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24 Dicembre 2021

Ai sanitari e ai degenti dell’area chirurgica del Maggiore un pensiero speciale dagli alunni della elementare “Bottacchi”.

Novara, 24 dicembre 2021 – Gli alunni di una  5° elementare della scuola elementare “Bottacchi” di Novara, supportati dalle loro insegnanti, hanno donato dei biglietti natalizi creati da loro a forma di alberelli di Natale all’area omogenea chirurgia –toraco- polmonare dell’ospedale Maggiore.

All’interno dei lavoretti sono riportati, oltre ai nomi dei bambini che li hanno realizzati, delle speciali dediche natalizie appositamente pensate  dai bambini per  rallegrare   i pazienti e gli operatori sanitari che dovranno trascorrere le festività natalizie in reparto.

Gli operatori sanitari, per riconoscenza, hanno voluto realizzare in corsia un albero unico con tutti i singoli bigliettini  per dare il senso che “da soli si fa, ma insieme si costruisce e si raggiungono obbiettivi sempre più validi” e questo è quanto i  bambini insegnano con la loro spensieratezza e con il gioco di gruppo.

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23 Dicembre 2021

Incontro con gli ex dipendenti ospedalieri in pensione nel 2021

Novara, 23 dicembre 2021 – Questa mattina, nell’Aula Magna dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di benemerenza ai dipendenti dell’AOU che nel corso del 2021 sono andati in pensione.

A salutare gli ex colleghi, il direttore generale Gianfranco Zulian, la direttrice sanitaria Daniela Kozel, la direttrice amministrativa Anna Burla, la direttrice della struttura Direzione delle professioni sanitarie Cristina Torgano che hanno espresso riconoscenza ad ogni operatore per il lavoro svolto nel corso della loro carriera ed hanno consegnato le pergamene nelle quali si legge che “L’Azienda Ospedaliero – Universitaria Maggiore della Carità di Novara ringrazia per la competenza con cui Lei ha esercitato la propria professione e per il costante impegno lavorativo dimostrato negli anni  a questa Azienda Ospedaliero – Universitaria a favore della salute della popolazione”.

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20 Dicembre 2021

Preziosi interventi dell’U.G.I. per l’Oncoematologia e Pediatria dell’A.O.U. di Novara

Novara, 20 dicembre 2021 – Proseguendo nella sua attività di collaborazione con il reparto di Oncoematologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara, l’Ugi (Unione genitori italiani – contro il tumore dei bambini) ha realizzato due preziosi interventi: una nuova stanza di degenza a bassa carica batterica a pressione negativa per accogliere i pazienti in condizioni di immunodeficienza post trattamento chemioterapico, o per terapia di supporto e in futuro cicli chemioterapici; una nuova sistemazione dei locali dell’ambulatorio aggiungendo nuovi spazi per le terapie in day-hospital.

«Il nostro percorso di lavoro – spiega il presidente Ugi, Andrea Locarni – è improntato a soddisfare le sempre più crescenti necessità determinate dall’aumento dell’utenza che si rivolge al servizio di oncologia pediatrica novarese, rendendolo un vero riferimento nel panorama della nostra regione. per assistere i bambini oncoematologici e le loro famiglie durante l’arco della malattia, assicurando per loro le migliori condizioni possibili, intervenendo nel dare sostegno economico, psicologico e di amicizia, realizzando interventi di miglioria in collaborazione con le strutture ospedaliere, fornendo servizi di accoglienza logistica attraverso l’ospitalità in alloggi temporanei, assicurando servizi di trasporto per il collegamento con i centri di cura dalle abitazioni delle famiglie. Il tutto grazie all’impegno di una cinquantina di volontari».

Ugi Novara negli anni ha realizzato diverse opere nella Struttura di Pediatria: ad esempio, nel 2015 è stato ristrutturato tutto il secondo piano dell’ala ovest del reparto realizzando i locali per il day hospital oncologico, l’ambulatorio di oncoematologia pediatrica, la stanza di aspetto, una piccola nostra sede, 5 locali per la Neuropsichiatria infantile, 3 locali per l’Ortopedia Pediatrica, il locale per la scuola in ospedale. E nel 2017 è stato arredato la prima stanza a basso contenuto batterico divenuta poi la prima camera di degenza per pazienti di oncoematologia pediatrica.

«Desideriamo ringraziare l’Ugi per l’attenzione che ancora una volta ci ha dimostrato – dichiarano la prof.ssa Ivana Rabbone (direttore della Scdu Pediatria) e la dott.ssa Maria Eleonora Basso (responsabile della Ss Oncoematologia pediatrica – E attraverso l’Ugi le due famiglie che hanno effettuato la donazione. Una l’abbiamo conosciuta attraverso la malattia (che, purtroppo, ha avuto esito infausto) della figlia, l’altra ha generosamente donato per via indiretta».

«Ancora una volta – afferma il direttore generale dell’Aou, il dott. Gianfranco Zulian – l’ospedale di Novara ha trovato aiuto e collaborazione in un’associazione come l’Ugi che da tempo si spende per noi. Questo intervento ci consente di potenziare l’assistenza ai pazienti più piccoli».

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17 Dicembre 2021

Festività natalizie: variazioni orari del “Maggiore”

Novara, 17 dicembre 2021 – In considerazione della riduzione delle attività ambulatoriali durante le festività natalizie, tutti gli sportelli del centro unificato prenotazioni (CUP) preposti al pagamento ed esenzioni dei tickets sanitari dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” (Novara e Galliate) chiuderanno al pubblico alle ore 15.30 nei giorni 24,  31 dicembre 2021 e 7 gennaio 2022.

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16 Dicembre 2021

Intervento di elevata complessità eseguito dalla struttura di Chirurgia Generale 1 del Maggiore

Novara, 16 dicembre 2021 – Un intervento di elevata complessità è stato eseguito dalla Struttura di Chirurgia generale 1 (diretta dal prof. Sergio Gentilli ) dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara su una paziente di 63 anni trasferita da un ospedale torinese.
La donna era stata operata 22 anni prima per una malattia all’esofago, un danno neurologico che impediva la deglutizione del cibo.
La malattia è recidivata fino ad arrivare all’impossibilità praticamente completa, per la paziente, di assumere alimenti solidi e liquidi.
«L’esofago che normalmente è rettilineo e con un diametro di pochi centimetri si presentava gravemente tortuoso e con un diametro superiore ai 20 cm – spiega il prof. Gentilli – Impossibile ogni altro trattamento, abbiamo dovuto asportare l’esofago con duplice accesso addominale e toracico. La continuità digestiva è stata ripristinata con l’utilizzo dello stomaco opportunamente trattato. La paziente attualmente è autonoma da punto di vista alimentare».
Si è trattato di un raro intervento di asportazione esofagea per una malattia degenerativa e dunque non neoplastica come generalmente avviene.

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14 Dicembre 2021

“Il coniglietto Chopin”, il libro in regalo ai piccoli ricoverati della Pediatria dell’AOU, grazie all’associazione Mimosa

Novara, 14 dicembre 2021 – Nell’ambito dl progetto “UN LIBRO PER AMICO” (che ha avuto un contributo da parte della Provincia) l’Associazione Mimosa ha donato all’Oncoematologia pediatrica (di cui è responsabile la dott.ssa Maria Eleonora Basso) che fa riferimento alla Pediatria (diretta dalla prof. Ivana Rabbone) dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara 1000 copie del libro “Il coniglietto Chopin”.

«L’idea – ha spiegato Incoronata Romaniello, presidente dell’associazione, al momento della consegna dei volumi, alla presenza anche del consigliere delegato della Provincia, Ivan De Grandis – è che il libro possa essere regalato da parte del personale sanitario all’arrivo del bambino in reparto oppure in ambulatorio o all’accesso in Pronto Soccorso come momento di benvenuto e accoglienza e che possa rappresentare una buona chiave di avvio relazione con la famiglia, oltre ad essere strumento anche per riempire le attese necessarie in modo utile. L’idea è nata durante il lockdown ed ecco partorita la storia del Coniglietto Chopin dalla mente di Milena Simonotti e illustrata da Stefania Pravato. Interlinea ha editato il volumetto, che viene consegnato, oltre che all’Aou di Novara, al Regina Margherita di Torino, all’ospedale di Borgomanero e poi anche a case famiglia e consultori».

Il tema del progetto “UN LIBRO PER AMICO” parte dal presupposto che “un bambino abituato a leggere diventerà un adulto più felice e libero”.

«I benefici della lettura sin da piccoli sono infatti innumerevoli – ha aggiunto Romaniello – Leggere migliora linguaggio e immaginazione, rilassa, favorisce la creatività, apre la mente e arricchisce le relazioni interpersonali. Anche leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è una attività che fa bene ai piccoli e ai genitori. Il leggere ad alta voce, con una certa continuità, infatti migliora la relazione tra bambino e genitori e permette uno sviluppo più precoce migliorando la compressione del linguaggio. La lettura inoltre aiuta a superare momenti difficili ed a riempire lunghe e noiose giornate come quelle che si possono vivere quando si è malati o ricoverati in ospedale».

L’idea è stata molto apprezzata dalla direzione dell’Azienda ospedaliero universitaria di Novara: il direttore generale dott. Gianfranco Zulian, la direttrice sanitaria dott.ssa Daniela Kozel, la prof.ssa Ivana Rabbone e la dott.ssa Maria Eleonora Basso hanno sottolineato come il volume potrà essere molto importante anche per i piccoli che frequentano la scuola interna dell’Aou.

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13 Dicembre 2021

Regali ai piccoli pazienti di Oncoematologia pediatrica

Novara, 13 dicembre 2021 – Come due anni fa (la pandemia l’ha reso impossibile l’anno scorso) anche quest’anno un gruppo di genitori ha voluto donare ai piccoli pazienti ricoverati in Oncoematologia Pediatrica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara giochi, pupazzi e bambole.

«E’ una iniziativa che ci siamo sentiti di prendere – spiega a nome del gruppo Giulio Liotta – perché intendiamo portare un po’ di serenità ai bambini che passano il periodo natalizio in ospedale».

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9 Dicembre 2021

“Prendersi cura”: progetto multidisciplinare finanziato dall’associazione “Cometa”

Novara, 9 dicembre 2021 – “Prendersi cura” è un progetto finanziato dall’associazioneCometa” (acronimo di Chirurgia oncologica malattie epatiche e tumori addominali) che segue il paziente a 360° gradi, accompagnandolo nella realtà ospedaliera all’interno di un percorso di cura e, quando necessario, sostenendolo nelle sue fragilità oltre che sul piano umano.

Il progetto, inizialmente studiato con i chirurghi della struttura Chirurgia generale 2, ha coinvolto anche i colleghi delle strutture Chirurgia generale 1, Medicina fisica e riabilitazione e Scienza dell’alimentazione-dietetica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara.

L’obiettivo è quello di preparare i pazienti oncologici all’intervento chirurgico o di supportarli nel corso della terapia, previa valutazione del singolo caso. La persona viene accolta, accudita e preparata ad affrontare la terapia oncologica ritenuta più adeguata da un team di specialisti.

Attraverso un percorso specifico, il paziente viene seguito sia per quanto riguarda la  fisioterapia richiesta per le fasi pre e post operatorie, sia anche per quanto riguarda l’aspetto della nutrizione affinché si possa ristabilire rapidamente dopo un intervento chirurgico o una seduta di chemioterapia.

Le attività previste dal progetto si svolgeranno in uno spazio individuato all’interno del reparto, che sarà dotato di particolari attrezzature, come cicloergometri mobili, poltrone ergonomiche e con altezza regolabile elettriche, ausili per una corretta postura del paziente a letto, deambulatori ad appoggio antibrachiale, saturimetri, apparecchi per misurazione della pressione sanguigna e incentivatori motori.

Questa attività verrà svolta, in accordo con le Strutture di Fisiatria e Riabilitazione e Nutrizione dell’Aou, in giornate concordate e alla presenza di specialisti che seguiranno i pazienti per quanto riguarda l’attività riabilitativa e le loro esigenze nutrizionali.

«L’associazione Cometa – spiega la presidente, Maria Cristina Bertoncelli – si è resa disponibile a finanziare il progetto, acquistando il materiale ritenuto necessario per lo svolgimento dei vari step terapeutici previsti per ogni singolo caso.

“Prendersi cura”, che vuole avere anche una valenza di studio clinico oltre che di assistenza ai pazienti interessati, prenderà il via con il mese di febbraio del 2022 e potrà svilupparsi ulteriormente in futuro sulla base dei dati e delle esigenze che verranno riscontrati dal personale medico coinvolto.

“Cometa” è nata nel 2021 su iniziativa di pazienti, ex-pazienti, famigliari e personale della Struttura Chirurgia generale 2 dell’Aou di Novara.

Il dott. Raffaele Romito (diretotree della struttura Chirurgia generale 2) sottolinea come «Cometa è un’associazione di volontariato che nasce dall’esigenza di creare una “rete” di comunicazione tra medici, pazienti e territorio. Il calcio di inizio per questa esperienza lo ha dato la Chirurgia generale 2, ma la partita è di tutti.  Ed è proprio in questa ottica che nasce il primo progetto “Prendersi cura”; un progetto che aggrega diverse figure professionali che già collaborano all’interno dell’azienda con l’intento di aiutarle a creare un percorso dedicato ai pazienti con fragilità che dovranno affrontare una chirurgia complessa.  Attraverso terapie mirate e personalizzate (nutrizione, fisioterapia motoria e respiratoria), attivate sia nel pre che nel post-operatorio, questi pazienti verranno preparati ad affrontare/sopportare meglio l’intervento chirurgico e/o le terapie oncologiche previste.

La presenza di Cometa e di progetti concreti rivolti ai pazienti e al territorio sono condizioni fondamentali per far conoscere la qualità delle cure prestate in Aou.; qualità e volumi di attività che hanno portato a posizionare la Chirurgia generale 2 tra i centri di riferimento qualificati per la chirurgia di fegato e pancreas ad elevata complessità».

Dichiara il prof. Sergio Gentilli (direttore della Struttura Chirurgia generale 1): «Il progetto proposto dall’associazione Cometa è particolarmente utile proprio perché segue il paziente a 360° e la Struttura di Chirurgia generale 1 è stata ben lieta di collaborare. Infatti, l’intervento di più strutture dell’Aou di Novara attorno a questo progetto conferma la volontà di tutta l’azienda di incentivare le forme di interventi multidisciplinari, che abbiano al centro il paziente».

Afferma il dott. Maurilio Massara (direttore della Struttura Medicina fisica e riabilitazione): «Ho accolto con entusiasmo la  richiesta di collaborazione della nostra struttura da parte  dott. Romito nell’inserirci nel percorso di trattamento di pazienti affetti da tumori dell’apparato digerente, del fegato, delle vie biliari e del pancreas.

Il nostro intervento, unitamente ad altri specialisti, sarà mirato dapprima alla valutazione delle autonomie generali, inserendo dei programmi di preparazione al post-intervento. La presa in carico riabilitativa sarà praticamente immediata al fine di ridurre al minino i rischi dell’allettamento correlato all’intervento e influire sui   tempi di degenza restituendo il paziente alla propria famiglia il prima possibile ed in buone condizioni. Tutto ciò direttamente in reparto nella piccola “palestra” appositamente attrezzata proprio grazie all’associazione di volontariato “Cometa”.

«All’interno del percorso multimodale di ottimizzazione delle capacità funzionali del paziente chirurgico durante le settimane che precedono l’intervento un ruolo importante è svolto dal supporto nutrizionale (preabilitazione nutrizionale) – sostiene il dott. Sergio Riso, direttore della Struttura Scienza dell’alimentazione e dietetica –  Sempre maggiori evidenze dimostrano che un adeguato trattamento nutrizionale preoperatorio, comprensivo di counseling dietistico ed utilizzo di specifici supplementi nutrizionali orali arricchiti in proteine, può contribuire ad un precoce recupero funzionale e ad una riduzione della durata della degenza attraverso l’ottimizzazione dello stato nutrizionale nei pazienti a rischio di malnutrizione e/o sarcopenia (perdita di forza, funzione e massa muscolare). Per favorire il recupero dallo stress chirurgico, questo tipo d’intervento nutrizionale non può che proseguire, in maniera strutturata, anche dopo la dimissione ospedaliera, soprattutto nei soggetti più anziani, fragili, sarcopenici. Il medico nutrizionista e il dietista rappresentano le figure chiave per quanto riguarda l’ambito nutrizionale, all’interno di questo percorso di cura che ha nella multidisciplinarietà la principale caratteristica».

Per il  direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara, il dott. Gianfranco Zulian, il ruolo dell’associazione Cometa «di aggregare attorno a un progetto diverse professionalità va nella direzione da sempre indicata dalla direzione dell’Aou, ovvero quella di una multidisciplinarietà dell’intervento, in modo da assicurare prestazioni sanitaria ancora più efficaci»

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6 Dicembre 2021

Riduzione dei tempi operatori e miglioramento dei risultati: i vantaggi dell’utilizzo della stampante 3D in Chirurgia Maxillo – Facciale

Negli ultimi anni la stampa 3D e le moderne tecnologie di “imaging” radiologico hanno apportato notevoli cambiamenti nella pratica clinica di medicina e chirurgia con l’obiettivo di favorire aggiornamento e specializzazione nel settore medico.

L’utilizzo di software per l’elaborazione delle immagini in formato “.dicom” sono sempre più di utilizzo quotidiano e consentono una miglior valutazione di esami come TC e RM.

Soprattutto in ambito chirurgico, le case produttrici hanno iniziato la programmazione e lo studio su modelli digitali 3D al fine di poter creare delle protesi impiantabili fatte su misura per i pazienti.

L’utilizzo di questa tecnologia in ambito ospedaliero ha però comportato un incremento dei costi per le Aziende che si traduce in una selezione dei soli casi più complessi.

E’ nata da questa considerazione l’idea di acquisire di una stampante 3D per il reparto di Chirurgia Maxillo-facciale dell’Aou, diretta dal professor Matteo Brucoli, il cui utilizzo è ormai diventato parte integrante nella pianificazione di alcuni interventi chirurgici consentendo sia un abbattimento dei costi sia la possibilità di sfruttare questa tecnologia per un maggior spettro di patologie.

“Basti considerare, ad esempio, che per un prototipo standard per una ricostruzione orbitaria (non personalizzato) il costo di produzione da parte di una ditta esterna è di circa 700 euro” – afferma il professor Brucoli –  “mentre la creazione del modellino effettuata all’interno del reparto per lo stesso intervento chirurgico (e fatta su misura per il paziente) ha un costo di circa 40 euro. Negli interventi ricostruttivi con lembi liberi microvascolarizzati dopo resezioni estese dei mascellari (ad esempio per neoplasie sia maligne che benigne o nelle necrosi mandibolari da radioterapia o da bifosfonati)” – continua Brucoli – “le ditte produttrici simulano e programmano interamente l’intervento con i software creando  dime chirurgiche di taglio e placche in titanio da ricostruzione interamente customizzate al costo di circa 4-5000 euro, mentre la programmazione eseguita direttamente dal reparto con l’utilizzo di placche in titanio da ricostruzione standard viene a costare circa 400 euro, cioè il prezzo dei sistemi di osteosintesi”.

La programmazione e la creazione di modelli 3D con la stampante passa attraverso varie fasi di progettazione, partendo dai dati degli esami TC e RM del paziente, tramite l’utilizzo di software dedicati.

E’ possibile trasformare i dati DICOM degli esami del paziente in dati STL, formato digitale fondamentale per utilizzare i programmi di modellazione digitale.

Infine tramite un programma di stampa vengono pianificate le caratteristiche del modellino 3D finale potendo scegliere il tipo di materiale e la qualità del prodotto in base all’utilizzo che se ne vuole fare.

Tutte le programmazioni sono interamente eseguite dalla equipé dei chirurgi maxillo-facciali utilizzando programmi gratuiti (open-source) e la stampante 3D a disposizione.

Ciò permette di ridurre notevolmente sia i costi sia i tempi operatori con un evidente minor disagio per il paziente.

“La stampante 3D, presente nel reparto di Chirurgia Maxillo-facciale viene utilizzata principalmente in tre ambiti”- spiega il professor Brucoli- “Nella fase di  studio di interventi chirurgici complessi, dove vengono stampati i modelli stereolitografici dello scheletro facciale per studiarne in maniera più dettagliata possibile le caratteristiche al fine di avere una miglior visione tridimensionale in sala operatoria. In traumatologia per la creazione di dispositivi customizzati per i pazienti. In questi casi vengono stampati i modellini 3D delle ossa facciali e su di essi vengono modellate delle placche o delle mesh (griglie) in titanio da utilizzare in sala operatoria. Si ottiene in tal modo una ricostruzione ossea più accurata riducendo i margini di errore chirurgici ed i tempi operatori.

Infine in oncologia, ambito in cui si eseguono interventi demolitivi e ricostruttivi complessi, quali ricostruzioni mandibolari con lembi liberi o interventi che riguardano la demolizione e ricostruzione delle parti orbitarie. In questi casi viene pianificato l’intero intervento chirurgico digitalmente con i software e vengono stampate in 3D sia le repliche del distretto anatomico coinvolto nell’intervento chirurgico, che saranno di ausilio nell’intervento stesso, sia le dime di taglio per la resezione del tumore e per la modellazione dell’innesto in maniera precisa per la ricostruzione del difetto osseo mancante.

Sulla replica 3D dell’intervento chirurgico effettuata i giorni precedenti all’intervento, verrà modellata la placca da ricostruzione che avrà in sala operatoria un’unica posizione di fissaggio, poiché verranno sfruttati gli stessi fori di osteosintesi utilizzati per il posizionamento della dima chirurgica per la resezione del tumore.

Questa pianificazione oltre a ridurre in maniera consistente i tempi operatori (che in questa tipologia di interventi sono molto lunghi) porta ad un predicibile risultato estetico e funzionale”.

 

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