Le cure palliative possono accompagnare anche le persone affette da patologie croniche e progressive non oncologiche, contribuendo a migliorare la qualità della vita, il controllo dei sintomi e il sostegno alle famiglie. Un’indagine condotta dal Gruppo di lavoro aziendale sulle cure palliative non oncologiche dell’AOU Maggiore della Carità di Novara ha analizzato il livello di conoscenza di questo approccio tra gli operatori dell’Azienda. Il lavoro è stato recentemente pubblicato sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, organo ufficiale della Società Italiana di Cure Palliative.
Quando si parla di cure palliative, il pensiero è ancora spesso associato alla malattia oncologica. In realtà, il loro ambito di applicazione è più ampio e comprende anche persone affette da patologie croniche e progressive non oncologiche, per le quali può essere necessario un approccio assistenziale in grado di affrontare i sintomi e i bisogni della persona nella loro complessità, accompagnando anche le famiglie nel percorso di cura.
Da questa consapevolezza nasce l’indagine realizzata dal Gruppo di lavoro aziendale sulle cure palliative non oncologiche dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, con l’obiettivo di comprendere quanto siano conosciute le cure palliative, con particolare attenzione al contesto non oncologico, tra gli operatori dell’Azienda.
L’AOU Maggiore della Carità, azienda hub del Sistema Sanitario Regionale del Piemonte, è sede di un servizio di cure palliative e ha attivato un gruppo di lavoro dedicato alle cure palliative non oncologiche, formato da professionisti di diverse aree, proprio per favorire un approccio condiviso e multidisciplinare.
Conoscere per prendersi cura
Per l’indagine è stato predisposto un questionario composto da 13 domande, rivolto a esplorare diversi aspetti: dalle caratteristiche della popolazione coinvolta alla conoscenza della medicina palliativa, dalle abitudini terapeutiche nell’utilizzo degli oppioidi alla gestione del fine vita, fino al bisogno percepito di formazione in questo ambito.
Le risposte raccolte sono risultate sufficienti per la significatività statistica, anche se inferiori alle aspettative in rapporto alla dimensione della popolazione coinvolta.
Dall’analisi è emersa una buona conoscenza del servizio di cure palliative presente in Azienda, associata tuttavia prevalentemente alla gestione dei sintomi fisici.
Un altro elemento emerso riguarda la maggiore propensione degli operatori a richiedere l’intervento delle cure palliative in ambito oncologico rispetto a quello non oncologico. Il dato evidenzia l’importanza di continuare a diffondere la conoscenza delle possibilità offerte dalle cure palliative anche nel percorso delle persone con patologie croniche e progressive non tumorali.
L’indagine ha inoltre evidenziato una diffusa abitudine riferita all’utilizzo degli oppioidi nel fine vita e una percezione positiva del bisogno di formazione in materia di cure palliative.
Oltre la malattia oncologica
I risultati dello studio offrono quindi diversi spunti di riflessione. Uno degli aspetti centrali riguarda proprio la necessità di ampliare la conoscenza del ruolo delle cure palliative al di là dell’ambito oncologico.
Le cure palliative possono infatti inserirsi nel percorso assistenziale delle persone affette da patologie croniche e progressive, contribuendo al controllo dei sintomi e al miglioramento della qualità della vita e offrendo, al tempo stesso, sostegno alla persona e alla sua famiglia.
Si tratta di un approccio che richiede competenze specifiche e una collaborazione tra professionalità diverse. Anche per questo, la formazione rappresenta un elemento importante: una maggiore conoscenza può favorire il riconoscimento tempestivo dei bisogni palliativi e una più appropriata integrazione delle cure nel percorso della persona.
Lo studio, pubblicato sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, rappresenta anche un’occasione per condividere con la comunità professionale i dati raccolti all’interno dell’AOU di Novara. Gli autori sottolineano, inoltre, che alcuni degli aspetti emersi dall’indagine meritano ulteriori approfondimenti attraverso analisi più puntuali.
Il Gruppo di lavoro aziendale
L’indagine è stata realizzata dal Gruppo di lavoro aziendale sulle cure palliative non oncologiche dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, composto da professionisti afferenti alle Cure Palliative, alla Psicologia Clinica, alla Medicina Interna e alla Direzione Medica.
Il gruppo riunisce competenze diverse dell’AOU Maggiore della Carità e del Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, con l’obiettivo di promuovere attenzione, conoscenza e formazione sul tema delle cure palliative non oncologiche.
La ricerca è stata pubblicata sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, organo ufficiale della Società Italiana di Cure Palliative.
Valutazione della conoscenza delle cure palliative non oncologiche tra gli operatori dell’AOU Maggiore della carità di Novara | Rivista Italiana di Cure Palliative – Organo Ufficiale della Società Italiana di Cure Palliative