Un ambiente più accogliente e bello per una maggiore attenzione alla dignità della donna. La rinnovata Stanza della Fragilità, presso la struttura di Ostetricia e ginecologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara diretta dal professor Valentino Remorgida, presentata ufficialmente in conferenza stampa il 16 settembre 2026.
La “Stanza della Fragilità” è uno spazio protetto all’interno dell’ospedale, dedicato alle donne che stanno attraversando momenti difficili. È un ambiente riservato, separato dai percorsi sanitari ordinari, dove è possibile ricevere assistenza medica, supporto psicologico, orientamento sociale e consulenza legale in modo integrato, discreto e rispettoso. L’obiettivo è offrire non solo cura clinica, ma anche un luogo di ascolto e protezione, in cui sentirsi accolte e sicure, dove muovere i primi passi verso un percorso non solo di “guarigione”, ma anche di tutela e rinascita.
In quest’ottica ELLA aps (associazione di promozione sociale), associazione novarese che si occupa di sostenere e valorizzare le donne, ha voluto offrire il proprio contributo, attraverso un progetto di rinnovamento e restyling pensato per rendere la “Stanza della fragilità” un ambiente non medicalizzato, un luogo accogliente, dove colori caldi, arredi confortevoli e dettagli curati contribuiscono a creare un’atmosfera rassicurante, capace di offrire cura e sostegno anche alla fragilità emotiva e psicologica.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di un gruppo assicurativo di Novara, che ha sostenuto economicamente l’intervento, coordinato e messo in atto da ELLA nella persona di Barbara Giamundo, con la collaborazione di Caterina Mazzeri e Zaira Capone.
Tra gli interventi realizzati:
- cura estetica e arredamento della Stanza, con poltrone accoglienti, illuminazione morbida e decorazioni artistiche, per ridurre l’impatto ospedaliero e favorire un senso di protezione;
- risorse emotive, tra cui una piccola biblioteca tematica, materiali per la scrittura e la creatività e oggetti simbolici legati alla resilienza;
- spazio dedicato ai bambini, con giochi educativi, libri illustrati e un angolo sicuro pensato per i figli delle pazienti;
- presenza discreta di ELLA, attraverso messaggi e materiali informativi, per ricordare alle donne che non sono sole e che esiste una rete pronta a sostenerle.
«La “Stanza della fragilità” è molto più di uno spazio fisico: è un luogo in cui le donne possono sentirsi accolte, ascoltate e sostenute nei momenti più difficili della loro vita. Momenti in cui la fragilità è anche, e a volte soprattutto, una condizione dell’anima e della mente. Vogliamo poter offrire a queste donne un ambiente che rispecchi i valori di accoglienza e sostegno che sono alla base dell’attività di ELLA», dichiara la dottoressa Barbara Giamundo, socia di ELLA e promotrice dell’iniziativa.
«Questo progetto per noi non è semplicemente un gesto di solidarietà, ma è anche e soprattutto un messaggio di sorellanza. Quello che vorremmo trasmettere è il principio che sta a fondamento del nostro impegno quotidiano a sostegno delle donne: non sei sola. Anche nei momenti più difficili e nelle situazioni più delicate, c’è qualcuno disposto a tendere una mano, ad accogliere, a comprendere», aggiunge Elena Malquati, presidente di ELLA APS.
«L’intervento realizzato dall’associazione ELLA per la “Stanza della fragilità” dimostra sensibilità rispetto al delicato tema della presa in carico delle fragilità, a cui l’AOU di Novara presta grande attenzione e per il quale la collaborazione tra ospedale, servizi territoriali e associazioni è fondamentale. Il Dipartimento si unisce a ELLA nel celebrare non solo un progetto significativo a sostegno delle donne, ma manche un ulteriore passo verso la costruzione di percorsi di cura sempre più attenti alla persona», commenta il professor Valentino Remorgida, direttore del dipartimento interaziendale materno-infantile.
«La rinnovata “Stanza della fragilità” rappresenta concretamente il modello di assistenza che vogliamo promuovere: una sanità capace di curare, ma anche di accogliere e ascoltare. Nei momenti di maggiore vulnerabilità è fondamentale che le donne possano trovare non solo competenze professionali, ma anche un ambiente protetto e una rete in grado di accompagnarle. Questo progetto testimonia quanto la collaborazione tra ospedale, associazioni e realtà del territorio possa contribuire a rendere i nostri percorsi assistenziali sempre più vicini ai bisogni delle persone. Ringrazio ELLA APS e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di uno spazio che unisce cura, rispetto e attenzione alla dignità della donna», dichiara il direttore generale dell’AOU di Novara, dottor Stefano Scarpetta.