Uno studio novarese descrive nel dettaglio la relazione tra COVID 19 e disfunzioni di gusto ed olfatto

Il team di ricercatori della struttura di Otorinolaringoiatria diretta dal Prof. Paolo Aluffi Valletti, intensamente impegnati sul campo durante l’emergenza Covid-19, ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine epidemiologica compiuta su un campione di soggetti novaresi che hanno contratto il coronavirus e che dimostra come l’infezione abbia importanti implicazioni nel causare alterazioni della percezione del gusto e dell’olfatto. Il lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Head and Neck, è stato guidato dalla Dott.ssa Valeria Dell’Era e supervisionato dal Prof. Massimiliano Garzaro, del gruppo di studio rinologico (ovvero sul naso) della struttura Otorinolaringoiatrica. Intervistando un campione di più di trecentocinquanta casi positivi che non hanno richiesto ospedalizzazione, casi sostanzialmente lievi quindi, hanno potuto dimostrare come la disfunzione dell’olfatto e del gusto, fino alla completa perdita degli stessi (anosmia ed ageusia in termini tecnici) siano presenti in almeno due soggetti su tre colpiti. In una quota di soggetti la perdita del gusto, dell’olfatto o di entrambi è stato l’unico sintomo di infezione dal virus. Le disfunzioni si manifestano precocemente e possono richiedere anche più di quarantacinque giorni per guarire. Al momento è già in corso uno studio di fase due per capire quali sono le caratteristiche dei soggetti che richiedono più tempo per recuperare e per capire se il virus può lasciare alterazioni permanenti in questi sensi. Per altro presso la struttura Otorinolaringoiatrica dell’A.O.U. “Maggiore della Carità” di Novara, è attivo un ambulatorio ultra-specialistico di rinologia, ove è possibile rivolgersi, tramite il servizio sanitario nazionale, per problematiche legate al naso, come ad esempio la perdita dell’olfatto dopo coronavirus.Il team di ricercatori della struttura di Otorinolaringoiatria diretta dal Prof. Paolo Aluffi Valletti, intensamente impegnati sul campo durante l’emergenza Covid-19, ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine epidemiologica compiuta su un campione di soggetti novaresi che hanno contratto il coronavirus e che dimostra come l’infezione abbia importanti implicazioni nel causare alterazioni della percezione del gusto e dell’olfatto. Il lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Head and Neck, è stato guidato dalla Dott.ssa Valeria Dell’Era e supervisionato dal Prof. Massimiliano Garzaro, del gruppo di studio rinologico (ovvero sul naso) della struttura Otorinolaringoiatrica. Intervistando un campione di più di trecentocinquanta casi positivi che non hanno richiesto ospedalizzazione, casi sostanzialmente lievi quindi, hanno potuto dimostrare come la disfunzione dell’olfatto e del gusto, fino alla completa perdita degli stessi (anosmia ed ageusia in termini tecnici) siano presenti in almeno due soggetti su tre colpiti. In una quota di soggetti la perdita del gusto, dell’olfatto o di entrambi è stato l’unico sintomo di infezione dal virus. Le disfunzioni si manifestano precocemente e possono richiedere anche più di quarantacinque giorni per guarire. Al momento è già in corso uno studio di fase due per capire quali sono le caratteristiche dei soggetti che richiedono più tempo per recuperare e per capire se il virus può lasciare alterazioni permanenti in questi sensi. Per altro presso la struttura Otorinolaringoiatrica dell’A.O.U. “Maggiore della Carità” di Novara, è attivo un ambulatorio ultra-specialistico di rinologia, ove è possibile rivolgersi, tramite il servizio sanitario nazionale, per problematiche legate al naso, come ad esempio la perdita dell’olfatto dopo coronavirus.