COVID-CARE: studio dell’impatto psicologico della pandemia sui famigliari dei pazienti ricoverati nei reparti COVID

La pandemia da SARS-CoV-2 (COVID-19) ha violentemente impattato su tutti noi, a causa dell’alto numero dei contagi e di ricoveri, decessi.
L’esperienza della malattia, l’isolamento, la separazione dalle persone care, la solitudine, la morte, sono tutti fattori che inevitabilmente si ripercuotono sul nostro equilibrio, potendo determinare angoscia, paura, rabbia, tristezza, ansia, stress.
La posizione dei famigliari dei pazienti è stata ed è assolutamente peculiare e ha costretto a confrontarsi, durante la pandemia, con una situazione inedita.
Il supporto della famiglia è sicuramente importante durante una situazione di crisi, tuttavia la pandemia da COVID-19 ha rappresentato e rappresenta una sfida rispetto alla ricerca di soluzioni adeguate tra quanto è necessario per motivi di sicurezza pubblica (isolamento, quarantena, impossibilità di visite ai parenti ricoverati), e la comprensione dell’umano bisogno di stare e sentirsi vicino ai propri cari.
La Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità di Novara ha cercato di mitigare l’isolamento e la distanza dei famigliari, istituendo un servizio di informazioni sanitarie giornaliere, sette giorni su sette; dall’esperienza sul campo sono emersi vari bisogni, compreso quello di vedere accolto, in una sorta di counseling telefonico, il proprio disagio.

Vi proponiamo adesso, in un momento che speriamo di maggiore tranquillità, uno studio proprio dedicato ai  famigliari (o caregiver informali) dei pazienti COVID ricoverati durante la pandemia presso i reparti dedicati dell’AOU Maggiore della Carità di Novara. Lo studio si propone di indagare, tramite la somministrazione di un protocollo testistico, i sintomi di depressione, d’ansia e stress post-traumatico e la resilienza nei parenti dei pazienti COVID durante la attuale pandemia. L’andamento nel tempo verrà monitorato a 6 mesi, anche nell’ottica della possibile implementazione di interventi di supporto ad hoc.

Verrete contattati telefonicamente al fine di proporvi la partecipazione allo studio: vi verranno fornite dettagliate informazioni in merito, e saranno reclutati coloro che, su base volontaria e previa acquisizione telefonica del consenso informato, vorranno partecipare.
La partecipazione implicherà l’acquisizione di informazioni socio-demografiche e cliniche relative al partecipante, e la compilazione di test su ansia, depressione, stress e resilienza.

Potranno partecipare: parenti o caregiver informali di pazienti ricoverati presso i reparti COVID collocati presso gli ex-reparti di Medicina, Neuro, Ortotrauma, Otorino, Casa di Cura, Galliate, CardioChirurgia, Unità di Terapia Intensiva (RIA) dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità durante la pandemia, di età ≥ 18 anni, disponibili a dare il consenso alla partecipazione allo studio. Saranno raccolti, e registrati in forma anonima in un database informatizzato, i seguenti dati del famigliare/caregiver: genere, età, status educazionale, lavorativo, famigliare, problematiche di salute pre-esistenti, problemi di salute COVID e non-COVID durante la pandemia, rapporto di parentela/caregiving con il paziente ricoverato presso reparto COVID dell’AOU Maggiore della Carità di Novara.